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Volontariato in Cambogia

..ci assegnano le classi, due a testa ed una lezione la faremo assieme.

La mattina andiamo alla scuola pubblica. Ci sono le classi piu numerose li, oltre trenta anche quaranta bambini, tutti in divisa, che si tolgono le scarpe e le ciabatte prima di entrare in classe e fanno lezione a piedi nudi. La scuola è piuttosto anarchica, nel senso che i bimbi sono lasciati a se stessi, non c’è un preside o un coordinatore, loro hanno un orario e con quello si spostano di aula in aula a seconda della lezione. Nelle ore di vuoto scorrazzano per il giardino, giocano a qualsiasi cosa si possa pensare con una palla, una pallina, un bastone, un sasso, o con le loro stesse ciabatte. Girano con le bici ed i motorini nel piazzale, si rincorrono, urlano, ridono, scherzano, a volte piangono, il tutto nella piu assoluta normalità. Cento, due cento bambini dai sei ai tredici anni, senza nessuno che li controlli, li segua, gli stia dietro. Sono molto responsabili, anche i piu piccoli non si concedono nemmeno due minuti di ritardo mentre corrono all’impazzata verso l’aula di inglese dove ci siamo noi ad accoglierli. Ognuno di loro sa di essere priviligiato a poter frequentare la scuola, e di questo ha grande rispetto. A volte soprattutto per i piu piccoli è difficile mantenere la concentrazione dopo tante ore di lezione, ma anche con loro basta davvero poco per farli tornare attenti e seguire la lezione.
Per spiegare come stanno le cose, qui in Cambogia, come nel resto dell’Asia, le scuole pubbliche sono tutte a pagamento. Purtroppo l’istruzione non è tra i benefici che lo stato concede alle popolazioni, quindi poterla garantire ai propri figli, significa dover pagare delle tasse piuttosto salate oltre a provvedere alle divise ed ai libri di testo. È immaginabile come nelle realtá dei villaggi, quasi tutte molto povere, sia difficile potersi permettere di mandare i figli a scuola. Per questo esistono delle associazioni no profit, come questa dove ci troviamo, che nel pomeriggio offrono la possibilità ai bambini meno fortunati, ma in generale a tutti, di avere delle lezioni di inglese supplementari e totalmente gratuite, grazie appunto all’aiuto dei volontari. Ragazzi provenienti da tutto il mondo che anche senza minima esperienza di insegnamento, offrono il loro tempo per stare con questi meravigliosi bambini,  improvvisandosi maestri di inglese, di musica, di arte, di sport, di tutto quello che di meglio possono offrire a chi ne avrà voglia e bisogno. Queste associazioni spesso autogestite dai volontari stessi, non hanno tante risorse economiche, per questo le condizioni all’interno sono ai limiti della vivibilità. Tutto ció che si riesce a risparmiare viene utilizzato per migliorare le condizioni delle scuola, per facilitare lo studio dei bambini ed anche il materiale didattico viene per la maggior parte fornito dai volontari. La ECC nasce quattro anni fa dalla passione, il buon cuore e la benevolenza di una coppia cambogiana, marito e moglie che avendo a disposizione una casa molto grande ricevuta in eredità, decidono di farne una scuola per dare un’opportunità a piu bambini del villaggio possibile. Con il tempo poi è diventata la casa di tanti, anche chi non viene a studiare ma fa parte del villaggio si ritrova il pomeriggio nel piazzale di fronte alle aule, per parlare, giocare, imparare, per occupare il proprio tempo e stare lontano dalla strada, dalla corruzione, dalle tentazioni di una società poverissima e piena di insidie soprattutto per i piu piccoli. Una struttura di legno con quattro pareti divisorie e quattro stanze aperte sul piazzale costituisce la scuola e le sue aule, dove i bimbi si impegnano e si dedicano con tutta la disponibilità possibile per imparare ogni giorno qualcosa di nuovo. Qualcuno è davvero sorprendente, dopo esser stato alla scuola pubblica tutta la mattina, viene li il pomeriggio con gli occhini che si chiudono dalla stanchezza ed ancora la voglia di sapere o di conoscere qualcosa di nuovo che gli sarà utile in futuro. Sono impressionanti, ci riempie di energia vedere quanto tengono ad imparare una lingua che forse un giorno gli darà la possibilità di uscire dal paese per trovare una strada diversa in un posto con piu margini di crescita e piu opportunità.
Con i bambini un po piu grandi e con piu esperienza è possibile scambiare qualche parola, chiedere qualcosa in piu sugli amici, la famiglia, la vita nel villaggio, i loro desideri. Gia a dieci anni sono sorprendentemente piu maturi dei nostri ragazzi adolescenti. Non è una critica e lo si puo constatare facilmente, poichè la vita li mette di fronte fin da piccoli a realtà molto piu dure da affrontare. Non potranno vivere l’ingenuità delle nostre infanzie, non ci sarà nessuno che li vizia ne che gli regala nulla e dovranno guadagnarsi tutto da soli, un passo alla volta. Per questo crescono prima, a parte il fatto che a otto anni guidano il motorino e questo sarebbe preferibile evitarlo. Spesso peró sanno anche cucinarsi da soli o tagliare la frutta, fare la spesa per casa o preparsi la merenda per scuola. Devono imparare a cavarsela. Ognuno viene da un villaggio diverso ma cresce nelle stesse condizioni, la sua casa sarà formata da quattro pali di bambú ed un tetto di paglia o di lamiera e presto comincerà a lavorare nei campi per dare una mano in famiglia. Ma riuscendo negli studi, semmai un giorno deciderà di tentare e la vita glielo concederà, avrà un’alternativa per poter provare a realizzare quel grande sogno nel cassetto, ad uscire da quel villaggio per darsi un’altra opportunità.
Scorre il tempo, passano molto lentamente i primi giorni nella scuola. Sono i piu duri, abbiamo un po di difficoltà ad adattarsi alle condizioni e soprattutto al cibo. Non fidandosi di cosa e come vengono cucinati carne e pesce, spesso ci accontentiamo di pane, riso e frutta. Per fortuna stringiamo un ottimo rapporto con i ragazzi volontari. Sono tutti molto alla mano, ognuno a modo suo crede nel progetto e comunque mette tutto il suo impegno per prestare un servizio migliore possibile, che sia di aiuto ai bambini, e noi proviamo a prendere esempio. Inoltre la scuola è autogestita perció si devono rispettare alcune regole di buona convivenza e mantenere un certo ordine, rispetto, in modo che tutto funzioni all’interno della piccola grande famiglia. Con il tempo si fa l’abitudine anche alle routine piu dure ed alle situazioni cui non si è abituati, cosi prendiamo un buon ritmo e le lezioni cominciano a coinvolgerci ed appassionarci ogni giorno un po’ di piu. Le giornate sono comunque lunghe perche c’e sempre da fare, da preparare, da aiutare, organizzare, decidere. Soltanto la sera dopo cena, come abitudine, ci ritroviamo con gli altri sul tetto per rilassarsi prima di dormire e ci abbandoniamo sulle amache, cullati dal dondolio ci lasciamo andare alle chiacchere ed ai racconti di ognuno sulle impressioni e gli episodi successi nella giornata. Chi propone qualcosa, chi ne critica un’altra, in qualità di volontari siamo anche gestori delle attività e delle lezioni, siamo liberi di prendere iniziative per eventuali cambiamenti a livello organizzativo ed eventuali possibili miglioramenti per la ‘casa’ e la scuola. Si avvicinano gli ultimi giorni dopo aver trascorso un natale particolare ed intenso che sicuramente ricorderemo come speciale, arriva anche l’ultimo giorno dell’anno e siamo prossimi alla partenza. Eccoci al momento dei saluti che sono sempre i piu difficili da affrontare, l’ultima lezione, dover dire ai bimbi che non ci rivedremo il giorno dopo e forse chissà, mai piú. È stata davvero un’esperienza memorabile, sicuramente quella che piu ricorderemo con affetto e che piu ci resterà nel cuore. Come avevamo previsto non visiteremo quasi per niente la Cambogia, il tempo a disposizone stringe, trascorreremo gli ultimi giorni di visto nella capitale per poi prendere un bus che ci porterà verso la sesta tappa del viaggio. È iniziato un nuovo anno intanto, la fine del 2017 è stata emozianante, siamo partiti da quasi quattro mesi ormai e ci stiamo muovendo nel continente asiatico da quel nove di settembre. Avanti adesso con il 2018! Nuovi percorsi, nuove strade, nuove frontiere ci aspettano, il viaggio continua.. Buon inizio a tutti, ci aggiorniamo presto.

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