La vacanza nel viaggio..
Mi son reso conto che è piu difficile scrivere qui. Non ci sono eventi o situazioni abbastanza interessanti, c’è meno aneddoti da raccontare o elementi da descrivere, tutto è meno complicato da organizzare e scorre liscio e naturale quando si è in vacanza. Soprattutto se sei al mare ed il massimo che ti concedi è muoverti in motorino o in barca alla ricerca delle spiagge piú belle. Quanto puo essere rilassante e riposante al tempo stesso quanto ti da meno umanamente rispetto a quando stai viaggiando. C’è meno da raccontare perció viene piu semplice parlare di ció che ci succede dentro, di quello che si pensa. Lasciare che sia il mare la fonte di ispirazione. Quanto è bello quel senso di libertà che ti mette addosso il mare. Quante cose tornano in mente anche del passato piú remoto, quando hai il tempo di sed
erti in riva e pensare con la mente sgombra dai problemi e dalle preoccupazioni.
Sensazioni di calma, di quiete.
Sono oltre tre mesi che siamo in viaggio, arriva il momento di qualche riflessione piu profonda, piu personale. Quasi diecimila chilometri percorsi via terra escludendo i due aerei presi. Mi scorrono davanti le immagini di tutto ció che abbiamo visto e vissuto fino ad ora, si susseguono e si confondono belle e meno belle, sono tantissime, troppe. Cerco di metabolizzare un pó alla volta, la mente viaggia liberamente in questi giorni di riposo dal viaggio,
giorni in cui siamo fermi.
Ripenso all’India soprattutto, agli indiani. Un paese ed un popolo che ci ha letteralmente sconvolto e piu passano i giorni e piu spesso pensiamo che un giorno ci torneremo. Ne siamo usciti esausti, stravolti, con l’unica convinzione di non rimetterci piu piede, col tempo invece ci stiamo rendendo conto di quanto ci abbia stregato e trasmesso oltre ad averci insegnato come possa esistere qualcosa di diverso, una visione di vita differente, che ti mette di fronte alla piú cruda delle realtà ma al tempo stesso te la fa accettare. Cosi diversa e piena di controsensi, in poco piu di un mese ci ha mostrato che esiste un posto in cui si vive facendo tutto il contrario di quello che ci hanno insegnato fin dalla nascita.
Ripenso ai sorrisi ingenui, un po’ impauriti degli abitanti del Myanmar. Un popolo a lungo e fino a poco tempo fa dominato da un regime dittatoriale, di cui è stato schiavo e che ancora si porta addosso le cicatrici e la sofferenza di chi ha combattuto per la propria libertà. Un popolo che non si è piegato del tutto e che adesso reagisce ed apre le braccia per accogliere ques
ta ondata di novità, di progresso. Ripenso anche al Nepal ed ai paesaggi spettacolari tra le sue gigantesche montagne. Un popolo molto piu chiuso, forse quello che ci ha dato meno umanamente. I nepalesi, che si mischiano meno volentieri ad un confronto, premurosi di non farsi rubare quel che rimane delle proprie tradizioni, di cui sono quasi gelosi. Come se raccontandole si possa scalfire, intaccare quell’intimità che si trova nelle proprie origini. Ormai apertamente contaminati dal modello occidentale custodiscono come un segreto questa intimità, aiutati anche dalle montagne che ne proteggono e preservano una buona parte di storia.
È il momento della Thailandia e dei thailandesi. Quel loro modo di essere sempre accomodanti e sorridenti, mai preoccupati. Di seguire senza troppi pensieri il corso della vita, di non dare troppo peso al passato e di non affannarsi per avere un miglior futuro, ma di vivere sempre al meglio il proprio presente. Si differenziano anche tra di loro, abitanti di paesi piu piccoli rimasti attaccati alle proprie tradizioni e cultura che mantengono i loro sorrisi e la massima gentilezza, mentre alcuni tra coloro che vivono i luoghi piu turistici si sono adagiati alla crescita economica e si cullano del benessere e del buon tenore di vita garantito, peggiorando alcuni aspetti del carattere e del modo di fare.
“ ‘Mai pen rai’ è la loro frase piú comune significa ‘non importa, pazienza, lascia stare, non preoccuparti’. Il vento ha buttato giú il tetto della casa? Mai pen rai. Le str
ade di Bangkok si allagano regolarmente al primo acquazzone? Mai pen rai. La cittá a causa del traffico è diventata invivibile? Mai pen rai.. “
Diecimila chilometri dicevo, ed oggi ci tengo a sottolinearlo siamo a cento giorni, si CENTO. Siamo sempre piu contenti e convinti della scelta che abbiamo fatto. Abbiamo ancora lo stesso entusiasmo del giorno in cui siamo partiti. È bello accorgersi di quanto riusciamo ogni giorno ad arricchirsi ad emozionarsi a stupirsi di fronte a tutto quello che ci capita di nuovo. E noi continuiamo a camminare, ed assorbiamo piu possibile, attenti ad ogni dettaglio, e custodiamo dentro di noi ogni sensazione, pensando che tutto questo lo abbiamo voluto davvero, ce lo siamo guadagnato. Lo abbiamo fatto pensando che fosse il nostro momento. Non esiste giusto o sbagliato e non ci potrá essere giudizio positivo o non. Per noi era il momento di farlo, di fare qualcosa di grande e siamo felici di come sta procedendo.
Comunque bellissima la Thailandia, ci ero gia stato ma senza poterla visitare. Bella e varia, dal ritmo frenetico e rumoroso della capitale, alla natura estrema dei suoi parchi nazionali cosparsi di laghi e dispersi nelle foreste, dalla quiete dei suoi templi e centri di meditazione, alla pace delle isole piu nascoste non ancora raggiunte dal turismo. È piuttosto cara rispetto a ció che abbiamo visitato fino ad ora per questo abbiamo dovuto alzare un bel po’ il nostro budget giornaliero, ma avremo modo di rifarci piu avanti nei prossimi paesi. Le nostre giornate trascorrono piacevoli in queste spiagge tropicali, decidiamo di vedere diverse isole e di spostarsi con frequenza, giusto per non perdere il ritmo e rimanere in movimento. Tutte belle queste isole non c’è che dire, ognuna a modo suo e con una sua caratteristica. Le spiagge bianchissime circondate da una sp
lendida vegetazione, paesaggi incontaminati, acque cristalline, atolli di terra disabitati che crescono in mezzo al mare a poche centinaia di metri dalla riva. Poter prendere una barca che ti porta di isola in isola a vedere migliaia di pesci colorati che nuotano tra i coralli, mangiando una pannocchia grigliata e bevendo da una noce di cocco il succo fresco e puro che vi è al suo interno. Cosa volere di piú? Non mi dilungo oltre nel rispetto di chi adesso sta vivendo il gelido inverno italiano..! Invece un breve appunto di vena patriottica sul mare, l’acqua è davvero bella quaggiú ma non posso nemmeno equipararla allo splendore della nostra. I colori del mare in Sicilia ed in Sardegna credo di averli visti soltanto ai caraibi ed anche con quelli se la giocano alla pari! Ci siamo, siamo riposati carichi al massimo di nuovo. Ci prepariamo mentalmente alla prossima tappa, attraverseremo un’altra frontiera via terra. Dopo tante ed attente ricerche sul web abbiamo finalmente trovato ció che ci interessava. Andremo ad aiutare dei bambini in un piccolo villaggio della Cambogia, vicino a Siem Reap. Piú precisamente ad insegnare le basi dell’inglese e l’uso del computer in una scuola di bimbi meno fortunati, con poche possibilitá. Un’esperienza simile l’avevo fatta in Thailandia nel 2015, in una cittá al confine con il Laos. Un esperienza importante, un ricordo che mi porto stretto dentro di me, che non scorderó mai. La frontiera si avvicina, siamo saliti stamani alle sette su un pullman da Bangkok per raggiungere prima Siem Reap e poi il villaggio dove ci aspettano altri volontari. Ci fermeremo almeno due settimane, sarà la sosta piu lunga fino ad ora e ci sarà tempo per aggiornamenti su come procede questa nuova parte di viaggio.
Cento giorni, quattro nazioni, diecimila chilometri percorsi via terra,
due aerei. Ci avviciniamo al quinto paese, ci aggiorniamo presto dalla Cambogia. Un saluto a tutti
Ricordatevi sempre di puntare in alto.
Always Aim High