Travel Stories

Benvenuti nel mondo degli Oz

..scendiamo dall’aereo, stanchi ma emozionati. Tutto bene al controllo passaporti, nessuna domanda particolare per la Marti, ne ispezione supplementare dei bagagli. Io viaggiavo per la prima volta con il mio nuovo passaporto e tutto è andato per il meglio, come se fosse la decima o la ventesima, nessun richiesta, nessuna considerazione, sono passato come un di loro. Usciamo dall’aereoporto, si respira aria nuova. Fa molto caldo, un caldo secco, c’è aria pulita. Ci incamminiamo con gli zaini alla ricerca di un bus per raggiungere l’ostello. L’autobus è pulito, profuma di deodorante per ambienti al gelsomino o roba simile, all’interno l’aria condizionata sparata che sembra di essere al polo nord. Rimaniamo immediatamente incastrati nel traffico cittadino. Dal finestrino le prime immagini di un mondo nuovo, di un continente scoperto nemmeno trecento anni fa. Si scorgono imponenti grattacieli, larghi marciapiedi cosi puliti che quasi vi si riflettono i raggi del sole, giardini curati nei minimi particolari con l’erba tagliata cosi corta che sembrano tutti dei campi da golf. C’è un apparente sensazione di benessere negli sguardi delle persone, si respira serenità. Tutto si è trasformato. Niente piú bancarelle nelle vie e nelle piazze, niente piú polvere nè immondizia nè caos. C’è ordine, rigore. Uomini di affari ben vestiti camminano con la valigetta in mano, donne eleganti che portano scarpe con i tacchi, ferme di fronte alle vetrine dei negozi piú lussuosi. Le strade tornano ad essere un luogo di transito, di passaggio, non più un luogo di vita vissuta. Nessuno piú cucina, dorme, mangia, lavora per strada. Per questo ci sono meno dettagli insoliti su cui soffermarsi, ma basta comparare le differenze per mettere in risalto anche quei pochi dettagli. Comunque ci siamo, siamo arrivati in città, siamo a Melbourne, in Australia. Benvenuti nel mondo degli Aussie (Ozzie=Oz). Bentornati nel capitalismo. 

Saremo ospiti per qualche giorno di due ragazzi sudamericani conosciuti tramite couchsurfing, letteralmente tradotto in “ospitare su un divano”. Per chi non lo conoscesse è un sito che ti permette di mettere a disposizione una stanza o un divano appunto, per dare la possibilità a chi viaggia di pernottare presso la tua abitazione senza pagare. Viceversa essere te stesso (come noi in questo caso) alla ricerca di una sistemazione temporanea a costo zero. È una comunità virtuale di cui fanno parte ragazzi di tutto il mondo, che grazie a questo modo di viaggiare si conoscono e condividono dal vivo, esperienze e racconti sui propri viaggi. Si raccontano e confrontano tra opinioni e pensieri sulle differenti culture di cui fanno parte e da dove provengono. Si scambiano consigli ed informazioni per il proseguo del proprio cammino. Oltre ad essere economico, è comodo soprattutto quando arrivi in nuove grandi città. Chi ti ospita ci vive, ed in cambio del divano gli basterà ricevere la tua compagnia, come fosse un amico di vecchia data. Inoltre ti darà le prime indicazioni necessarie ad orientarti, che ti permetteranno di ambientarti con piu facilità. Dopo aver fatto i turisti per cinque giorni salutiamo i nostri amici e ci prepariamo a proseguire per la nostra strada. Una bella città Melbourne, più da vivere che da vedere. Trasmette energia, la vedi nei suoi abitanti spesso impegnati nel jogging, che corrono nei numerosi parchi della città e lungo il fiume che la divide in due, a qualsiasi ora del giorno e della sera quasi fosse un obbligo oltre che un piacere. La vedi negli spettacoli dei saltimbanchi per le vie del centro, colorate dai graffiti presenti sui muri e dai suoi artisti di strada che si esibiscono alla sera sul lungomare, tra migliaia di sguardi affascinati di giovani turisti o studenti di tutto il mondo. Non c’è tanta storia ma vivendola credo sia una città dalle grandi potenzialità. Ma non la vivremo, abbiamo deciso di proseguire, perchè non è qui che vogliamo fermarci. Si esatto fermarci. Quello che faremo. Dopo cinque mesi di spostamenti più o meno frequenti, l’Australia sarà la nostra base per un periodo piú lungo. Abbiamo scelto questa meta perchè
rinomata per essere un luogo pieno di opportunità, che ci permetterá facilmente di trovare un qualche lavoro temporaneo per recuperare un po’ di spese. Abbiamo scelto di venire qui perchè adesso è estate. Abbiamo scelto questa meta perchè è una terra dove si vive bene, è sicura, c’è tanto spazio ed in breve sarà possibile riuscire a ricreare una quotidianeità anche se lontani da casa. Cominciavamo ad averne bisogno. Dopo tanto girovagare era necessario ritrovare un po di stabilità. Abbiamo scelto di venire qui perchè è dove sono nato. Per questo, tornare ogni tanto è un mio desiderio e mi fa stare bene è un po come una seconda casa. Portarci la persona che sta al mio fianco invece, è sempre stato uno dei miei sogni da realizzare, ed oggi siamo qui insieme.
L’Australia, un luogo cosi lontano da tutto cosi distante dalla nostra prospettiva che non solo non ci immaginiamo come possa essere o cosa possa succedervi. Dell’Australia non se ne sente parlare praticamente mai e direi che non ci interessa nemmeno piú di tanto. È cosí lontano che solo a nominarla ci siamo gia stancati, gia ci sembra di parlare di un altro mondo, da quanto è distante. Eppure qui tutto accade prima, con dieci ore di anticipo. Qui esiste davvero un altro mondo, un’altra quotidianeità che va avanti normalmente è non poi tanto differente da quella che viviamo noi. Ed in fondo stiamo parlando di qualcosa che accade nell’isola piu estesa al mondo e l’unica ad essere anche un continente, e l’unico continente ad essere anche una nazione.
È vero è un paese giovane che non ha tanta storia, dove non ci sarà tanta cultura da conoscere ed approfondire nè un popolo particolarmente diverso da scoprire. Ci saranno comunque tanti meravigliosi paesaggi, natura immacolata, cieli sconfinati e spazi immensi ancori liberi, che aspettano di essere scoperti ed esplorati.
Dicevamo quindi che non ci fermeremo qui. Decidiamo infatti di affittare un pulmino, piú comunememte chiamato van. Trattasi di una specie di ducato o ford transit, che al posto dei sedili dietro è provvisto di un vero e proprio letto con materasso. Al posto del portabagagli invece è munito di un piccolo cucinotto, composto da fornello da campeggio, acquaio con riserva di acqua e scarico a terra, contenitore frigorifero dove mettere ghiaccio per mantenere in fresco le vivande. È un mezzo di trasporto molto utilizzato da queste parti. Tanti ragazzi lo utilizzano per percorrere le enormi distanze che separano le grandi città, migliaia di chilometri tra deserti, tratti di costa e fitti boschi ricchi di vegetazione. Viaggiare con il van ti permette di fermarti durante questi lunghi tragitti e risparmiare quindi sul dormire ed il mangiare. È una casa mobile. Esistono tante aree libere di campeggio servite da bagni pubblici dove è possibile fermarsi e sostare per la notte senza dover pagare niente. È un modo comune di spostarsi che ti fa sentire molto libero. C’è libertà di movimento e di scelta su dove passare le notti per questo ti fa sentire ancor piu randagio, a stretto contatto con la natura. Il van diventa cosí la tua casa, il tuo piccolo rifugio. È anche il tuo mezzo che ti dà autonomia per raggiungere luoghi nascosti, paradisi di terra inesplorati dove si respira soltanto l’odore di madre natura. Sei tu a guidare, ma non una macchina qualunque perchè sai che ovunque potrai fermarti, perchè li dentro ti sentirai protetto, quindi sarà un pochino come se fosse lui a guidare te. Abbiamo fatto oltre duemila chilometri che non sono tanti per le distanze di qui. Abbiamo dormito nel bosco, davanti al mare, sostato in aree protette, in parchi nazionali, di fronte a paesaggi senza fine, da rimanere senza fiato. Ci siamo addormentati con il fruscio del vento che soffia forte sugli alberi e lo scroscio delle onde che potenti si infrangono sugli scogli e sulla terra e ci siamo svegliati con il rumore di insoliti animali a volte sconosciuti, abitanti di queste foreste selvagge. Un’esperienza unica che possibilmente rifaremo piú avanti perchè ci ha regalato momenti indimenticabili.
Siamo arrivati una domenica pomeriggio, abbiamo lasciato il van a chi ce lo aveva affittato e siamo ripartiti con i nostri zaini sulle spalle. Di nuovo ricominciare, ripartire dall’inizio. Un posto nuovo, un nuovo ostello, nuove persone, nuova strada, nuova vita. Stavolta partiamo un pochino avvantaggiati, perchè qui non tutto è del tutto nuovo. Qualcosa di qui mi appartiene, qualcosa di qui esiste dentro di me. È come respirare un’aria che ti ricorda qualcosa, familiare. Ben arrivati a noi e bentornato a me. Siamo a Sydney. Come detto arriviamo con qualche piccolo vantaggio rispetto al solito, infatti saremo ospiti per una settimana circa, di due cari amici conosciuti qui diversi anni fa. Lui tedesco, lei ecuadoregna. Li conoscevo singolarmente e durante questi anni sono diventati una coppia. Insieme sono stupendi.
Il cambiamento che stiamo vivendo dopo cinque mesi di Asia è piuttosto scioccante. Tutto è tornato ad una comune normalità, in quanto a ordine, pulizia, regole, divieti, per certi versi potremmo dire di essere tornati ad una civiltà. Anche se troviamo riduttivo basare il concetto di civiltà su tali aspetti, pertanto rispettiamo in tutto e per tutto quello che abbiamo imparato sulle usanze e culture differenti dalla nostra ed abbiamo imparato a capire ed accettare quello che ci hanno insegnato questi luoghi e questi popoli durante il nostro percorso.
Un’altra delle prime diversità la notiamo nelle persone, si rivedono infatti visi ed espressioni purtroppo comuni, di gente dura, seria, indaffarata, impaziente, nervosa, arrabbiata. Una serie di aggettivi che l’Asia ci aveva fatto dimenticare. Per fortuna gli Aussie hanno  comunque il dono di saperti mettere a tuo agio. Estrema educazione e senso civico conditi da sorrisi, a volte un po’ costruiti ma sempre ben accetti, aiutano a farti sentire velocemente come a casa, o comunque a non farti sentire un estraneo. Catapultati in questo nuovo mondo i primi giorni siamo invasi da un improvviso senso di smarrimento, di ansia da prestazione. Se la decisione è quella di fermarci per un po’ dobbiamo subito impegnarci nella ricerca di una stabilità, come non facevamo da tempo. Una casa, o meglio una stanza, un lavoro, un hobby, delle abitudini, qualche punto fermo insomma. Così ci mettiamo all’opera e menomale che tutto sembra venire in modo piuttosto naturale e semplice, grazie anche ad un po’ di fortuna che non guasta mai. Ecco che in poco piu di dieci giorni abbiamo trovato una sistemazione, un lavoretto ciascuno ed una squadra per giocare a pallone. Mi verrebbe da dire anche troppo tutto insieme! Per maggiori dettagli e particolari ci sentiamo presto, nel frattempo ricordatevi sempre di puntare in alto.
Always Aim High

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