..riprendiamo il cammino dopo oltre un mese di India. È a bordo di un comodo taxi che raggiungiamo la città di Dheradum da dove prenderemo il primo volo. La scuola di yoga è stata cosi gentile da risparmiarci il tragitto in bus, mettendoci a disposizione una macchina che in circa un’ora ci lascia di fronte all’ingresso dell’aeroporto. Siamo pronti ad un’altra serie di voli interminabili o come si usa dire ad un altro viaggio della speranza. Ma del re

sto uno dei motivi per cui stiamo riuscendo a viaggiare da cosi tanto tempo è proprio questo. Adattarsi ad un budget di spesa giornaliero, cercare per ogni occasione qualsiasi tipo di possibilitá per spendere meno, accettando tragitti piu lunghi, sistemazioni piu scomode, cibo piu scadente(ma non troppo). Questo è ció che ci permette di continuare, che abbiamo accettato dall’inizio, è il nostro grande compromesso per poter essere qui oggi vivendo questa esperienza. In
futuro racconteremo piú nel dettaglio le gestione dei soldi ed i vari arrangiamenti per riuscire a stare ogni giorno nei limiti previsti. Fatto sta che prenderemo un volo per Delhi, passeremo la notte in aeroporto e la mattina alle sei saliremo su un aereo per Addis Abeba in Etiopia. Da li ancora un po’ di ore di attesa e poi il lungo tragitto che ci permetterà di attraversare l’Oceano Atlantico fino a Sao Paolo in Brasile. Un ultimo scalo tecnico e poi alla volta di Buenos Aires, finalmente atterreremo in Argentina. Arriviamo la sera tardi verso le undici, è un arrivo memorabile segnato da un episodio divertente. Dunque avete presente quella particolare caratteristica tutta italiana di cominciare ad applaudire quando il pilota dell’aereo approda sulla pista di atterraggio? Mentre si avvicina a terra si apre il carrello ed escono le ruote fino a quel momento tenute nascoste nella pancia del velivolo, lentamente si adagiano sull’asfalto ed in quel preciso ista
nte un fragoroso applauso si leva dallo scompartimento dei passeggeri per rendere merito al pilota del lavoro svolto. Pensavamo che questa fosse una particolarità di noi italiani ed anzi spesso diciamolo, vola
ndo tra i cieli di europa ci siamo augurati che non succedesse, tutti almeno una volta in mezzo a passeggeri di altre nazionalità abbiamo sperato che quell’applauso non cominciasse, cercando di estranearsi, provando quasi imbarazzo cercando di non prendere parte a quel momento, considerando quel gesto fin troppo plateale per non dire ridicolo.
vive in una delle cinque camere disponibili. Senza dilungarsi in dettagli sulla nostra stanza, preferisco ricordare quel preciso istante in cui faccio il mio ingresso in uno dei due bagni condivisi. Di nuovo incredulità, un sospiro, un’immensa piacevole sorpresa, quasi mi scende una lacrima di gioia quando dopo oltre un anno di fronte a me sto ammirando qualcosa di cui mi ero quasi completamente scordato, un bidet. Tanto è lo stupore che esco di corsa per avvertire la Marti. Immaginate la scena comica, in due in piedi quasi commossi, impalati a guardare questa meravigliosa invenzione purtroppo pressochè sconosciuta in quasi tutte le parti del mondo. E sono due le affinità, cosi ancor prima di cominciare a conoscerla questa nuova terra sta guadagnando punti a
favore!
tieri) della grande capitale argentina.
ome fossero delle celle, giusto per ricordare che da queste parti la sicurezza non è cosi scontata ed è necessario tenerlo bene a mente. Dai balconi inoltre quasi sempre piove sulla strada, gocciola acqua che sembra provenire dai motori dell’aria condizionata probabilmente non montata a dovere. Un altro fatto curioso sono gli accompagnatori di cani. Non stiamo scherzando, la mattina per le strade li vedi e non sono pochi, che passeggiano con dieci e piu cani al guinzaglio (una ragazza ne portava quindici) di tutte le razze e taglie, che se per caso li incroci sei costretto a cambiare lato ed attraversare perchè occupano tutto l’ampiezza del marciapiede. E vedeste come sono calmi e sincronizzati i vari cani durante il passeggio, sembrano tutti addestrati! Per finire un breve commento sul mate, la bevanda tipica ed unica consumata da tutti e dico tutti gli argentini. Si beve in un tipico recipiente di legno ricavato dalla zucca (mate) attraverso una speciale cannuccia di alluminio (bombilla). A base di erbe(hierba mate), si mischia con acqua calda e si puó aromatizzare con zucchero o bucce d’arancia ma se lo chiedete a loro non lo ammetteranno facilmente in quanto la tradizione vuole che sia bevuto puro, e per farlo bisogna essere particolarmente amanti di un gusto assai amaro. Un vero e proprio rituale nella preparazione ed un abitudine che accompagna le giornate della gente in qualsiasi occasione o momento, in ufficio, in negozio, al parco o in casa, la mattina per colazione o la sera prima di andare a dormire.
a nell’america latina. Abbiamo incontrato vecchi amici, alcuni conosciuti proprio durante questo lungo viaggio, ed altri che per coincidenza si trovavano in città di passaggio. È stato bello condividere ancora racconti ed esperienze nuove, oltre all’emozione di rivedere persone dopo tanto tempo che ci hanno aiutato e guidato alla scoperta della città. È stata una settimana intensa dove abbiamo sconvolto i nostri precedenti ritmi ed abitudini. Gli orari dei pasti, il cibo completamente diverso, e di nuovo quella sensazione di essere sulla strada. Uno zaino da svuotare e rifare, nessuna routine, nessun orario, il cammino è ricominciato. Non avendo dei piani esatti ed essendo cosi grande e vario questo continente da qualche parte dovevamo pur partire ed abbiamo deciso di cominciare dal basso. Qualche giorno fa ci siamo spostati un po’ a sud, che piu a sud non si puó.. abbiamo raggiunto in volo la tierra del fuego e ci siamo fermati ad Ushuaia la città piú australe del mondo. Meglio conosciuta come la città alla fine del mondo. Da qui cominceremo la risalita per le sconfinate terre della patagonia, ma questa storia è ancora presto per raccontarla. Ci sentiamo presto ricordatevi sempre di puntare piú in alto.